La tecnologia può essere uno strumento d’innovazione verso un progresso benefico per l’uomo, o può trasformarsi in uno strumento che crea diseguaglianze. Nell’era dell’Intelligenza Artificiale, questa duplicità rappresenta uno dei temi fondamentali. Paolo Benanti, frate francescano, esperto di IA, bioetica ed etica della tecnologia e nominato dal MISE tra i 30 esperti che avranno il compito di elaborare la strategia nazionale sull’IA, ce ne parla affermando che “Il valore è l’uomo, non la macchina. Lei dipende da noi”.